A Napoli l’ospite non è un estraneo: è famiglia

Quando ho immaginato Fortunella House, non volevo semplicemente creare un appartamento bello, funzionale e confortevole nel cuore di Napoli. Volevo creare un luogo capace di lasciare qualcosa.

Una sensazione.

Un ricordo.

Quella piccola emozione che rimane addosso quando si torna a casa dopo un viaggio e, ripensando a Napoli, non vengono in mente soltanto i monumenti, le strade, il mare o il buon cibo, ma anche quel particolare appartamento nel centro storico dove ci si è sentiti, per qualche giorno, davvero a casa.

L’ospitalità napoletana è qualcosa che non si può programmare

Puoi preparare una casa con cura, scegliere i mobili, i colori, i dettagli, lasciare tutto perfettamente ordinato. Ma c’è qualcosa che nessuna fotografia e nessuna descrizione di un appartamento può raccontare fino in fondo: l’anima di un luogo.

E Napoli di anima ne ha da vendere. Qui l’ospitalità non è soltanto un servizio. È un modo di essere. È il caffè offerto con naturalezza, la pizza condivisa, il sorriso di chi ti incontra per strada, la disponibilità di chi magari non ti conosce ma trova comunque il modo di aiutarti. È raccontare una storia, indicare una strada, suggerire quel posto dove mangiare “come mangiamo noi”. È parlare con le mani, ridere forte, fare domande e, qualche volta, interessarsi sinceramente alla persona che hai davanti. È quel calore che riesce a farti sentire meno lontano da casa anche quando arrivi dall’altra parte del mondo.

Fortunella House è nata con questo desiderio

Quando ho iniziato a pensare a Fortunella House, ho immaginato soprattutto le persone che sarebbero entrate da quella porta.

Una coppia arrivata a Napoli per la prima volta, un viaggiatore che ha scelto la città quasi per caso, qualcuno che desidera respirare la vera atmosfera del centro storico.

Li immagino mentre arrivano, posano le valigie e cominciano a guardarsi intorno. Poi escono, attraversano Porta Capuana, si immergono nei rumori del quartiere, incontrano i suoi colori, i suoi profumi, le voci dei negozi e delle persone.

E penso che sia proprio questo il valore aggiunto di Fortunella House: non essere isolata da Napoli, ma essere dentro Napoli. Qui non si viene soltanto per dormire, si viene per vivere, anche se per pochi giorni, una parte della città.

La cosa più bella? Sapere che gli ospiti stanno iniziando ad amarla

Ed è proprio questo che mi emoziona di più in questo periodo. Comincio a leggere le recensioni lasciate dagli ospiti su Airbnb tutte a 5 stelle, e mi accorgo che qualcosa sta succedendo: Fortunella House sta iniziando a lasciare il segno.

E per me non c’è soddisfazione più grande, perché dietro questa casa ci sono state tante scelte, tanto lavoro, attenzione ai dettagli e anche qualche inevitabile difficoltà. Ma soprattutto c’è stato un desiderio: fare in modo che chi arriva possa sentirsi accolto, non semplicemente ospitato.

Vorrei che, quando un ospite riparte, portasse con sé qualcosa di Napoli. Magari il ricordo di un caffè bevuto sul balcone guardando Porta Capuana. Il rumore della città al mattino. La passeggiata verso i Decumani. La colazione con la sfogliatella appena sfornata dalla pasticceria giù casa. O semplicemente quella sensazione difficile da spiegare che ti fa pensare: “Qui sono stato bene.”

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