9 luglio 2006. Ci sono date che non si dimenticano. Quella notte è una di quelle.
La finale contro la Francia, la tensione infinita, i tempi supplementari, i rigori. Il silenzio prima dell’ultimo tiro. Fabio Grosso prende la rincorsa, il pallone si insacca sotto l’incrocio e, in un istante, un intero Paese esplode di gioia. Poi l’immagine che porterò sempre nel cuore: un napoletano, Fabio Cannavaro, che alza al cielo la Coppa del Mondo. Un momento di orgoglio immenso, non solo per Napoli, ma per tutta l’Italia.
Oggi, a vent’anni di distanza, il sentimento è molto diverso. Fa male pensare alle delusioni degli ultimi anni e all’ennesima mancata qualificazione, mentre siamo costretti a guardare altre nazioni giocarsi il Mondiale.
Ma proprio il ricordo di quella notte deve essere uno stimolo a ripartire. Serve il coraggio di aprire un nuovo ciclo, di programmare con lungimiranza e, soprattutto, di dare fiducia ai nostri giovani. I club italiani devono tornare a credere nei talenti cresciuti in casa, perché senza spazio per i ragazzi italiani sarà difficile rivedere una Nazionale competitiva ai massimi livelli.
Vent’anni fa eravamo sul tetto del mondo 🇮🇹🏆
