Dal Monte Echia il panorama toglie il fiato. Il Vesuvio si staglia maestoso, come un antico guardiano silenzioso che veglia sul mare. La sua presenza è un richiamo costante alla potenza che giace sotto ai nostri piedi, al fuoco dei vulcani che arde e spinge dal sottosuolo. In quell’equilibrio fragile, comprendo la vera essenza di Partenope: una città condannata a vivere in bilico tra la vita e la morte, in un solo, eterno respiro.
Napoli non si guarda, si sente. Si ama e si teme. Da lassù, tutto è chiaro.
Partenope mia
