Ci sono pagine che non si leggono soltanto. Si attraversano. Ti costringono a fermarti, a rileggere una frase, a respirare più lentamente. È quello che mi è accaduto leggendo questo intenso brano tratto da Il basilico raccolto all’alba.
“Scrivere è stare in una stanza e prendere a picconate le pareti con le parole, finché intorno non c’è più nulla.”
Non credo esista una definizione più potente della scrittura. Per molti scrivere è un passatempo, un esercizio di stile o un modo per raccontare una storia. Per me è sempre stato qualcosa di diverso. È un bisogno. È il luogo in cui cadono le maschere e rimane soltanto la verità. Quando scrivo, non cerco parole eleganti. Cerco quelle sincere. Quelle che riescono a dare un nome a emozioni che, nella vita di tutti i giorni, restano spesso in silenzio. Ogni frase è un piccolo scavo dentro me stessa, un tentativo di capire chi sono stata, chi sono e chi desidero diventare.
Mi ha colpito profondamente anche un altro passaggio: “Le parole sono dei prolungamenti di noi stessi, delle amiche che spiegano al mondo al posto nostro chi siamo.”
È esattamente così che vivo la scrittura. Ogni articolo che pubblico, ogni riflessione che condivido, ogni pagina che riempio porta con sé una parte della mia storia. Non scrivo per insegnare qualcosa agli altri, ma per dare un senso alle emozioni che mi abitano.
Forse è anche per questo che, dopo oltre quarant’anni di lavoro, ho scelto di dare più spazio a questa parte di me. La pensione non rappresenta una fine, ma il tempo finalmente ritrovato per coltivare ciò che per anni è rimasto in secondo piano. Scrivere, raccontare, emozionare. Anche quando nessuno risponde. Perché chi scrive sa che non sempre le parole ricevono una risposta immediata. A volte sembrano cadere nel vuoto. Eppure continuano a vivere. Raggiungono persone che non conosceremo mai, entrano in silenzio nelle loro giornate e, magari, riescono a lasciare una piccola traccia. È questo il miracolo della scrittura: costruire un ponte invisibile tra anime che non si sono mai incontrate.
Oggi il mio blog sta diventando quel luogo. Uno spazio dove convivono le mie passioni, da Richard Gere alla mia amata Napoli, dai nuovi progetti ai pensieri più intimi, il posto dove posso essere semplicemente Antonella, senza ruoli, senza etichette, senza dover dimostrare nulla.
SCRIVERE PER NON LASCIARE NULLA DI INESPLORATO
