Tra gli inquilini del palazzo c’è Paloma, una ragazzina di dodici anni dall’intelligenza insolita, che osserva il mondo con un disincanto adulto. Paloma nasconde a tutti il suo progetto piĂą segreto: il giorno del suo tredicesimo compleanno intende porre fine alla propria vita. Nel frattempo, si mimetizza tra le coetanee, calando una maschera di normalitĂ che però non può nascondere del tutto il suo sguardo profondo, quasi esasperato, come se fosse troppo stanca per la vita stessa.
La metafora del riccio attraversa il romanzo, alludendo alla durezza esteriore che protegge un cuore straordinariamente sensibile, a un’eleganza invisibile che aspetta solo di essere scoperta. I legami tra questi personaggi si imprimono l’uno sull’altro come segni indelebili, che resistono anche alla distanza, come impronte invisibili che non si possono cancellare.
Il finale, toccante come un’onda silenziosa, mostra la fragilità e la bellezza dei legami umani, evidenziando quel “mono no aware” della cultura giapponese, una consapevolezza malinconica che ogni momento vissuto sta già scivolando via. Così, come una camelia che si appassisce dolcemente, questo libro lascia nel cuore un mazzo di emozioni da conservare, intrise di quell’eleganza struggente che nasce dall’incontro tra anime troppo sensibili per un mondo che non riesce a comprenderle.
Nulla è mai come sembra, nulla è mai come appare
A proposito di Giappone, ti consiglio caldamente questo splendido libro: https://wwayne.wordpress.com/2022/05/01/il-mio-anno-a-tokyo/. L’hai giĂ letto?