BONASERA, BELLA ‘MBRIANA

Tra i personaggi esoterici, magici e leggendari che fanno parte delle credenze popolari di Napoli troviamo la Bella ‘Mbriana, antagonista del Munaciello.

Ma chi è la Bella ‘Mbriana?


Secondo leggenda la Bella Mbriana è lo spirito buono della casa, raffigurata come una bella donna ben vestita di bianco con le fattezze di una fata per bambini.

Buona con i buoni e fetente coi cattivi: mai si deve offenderla dicendo che la casa è piccola, umida, buia. E’ invisibile e viene invocata in tutte le situazioni difficili che compromettono la serenità familiare. È una sorta di “anti munaciello”.

Si contrappone alla figura del Munaciello che rappresenta invece lo spiritello dispettoso e dal quale telvolta temere brutte sorprese.

Anche la leggenda della bella ‘mbriana, come tante altre leggende napoletane, resta ancora molto radicata nella credenza popolare dei napoletani.

Ne troviamo testimonianza nel fatto che anche Pino Daniele, noto cantante napoletano prematuramente scomparso, ha intitolato proprio “bella ‘mbriana” una delle sue più popolari canzoni.

La storia della ‘mbriana affonda le sue origini radici nelle leggende che da sempre Napoli è riuscita a partorire mischiando riti ancestrali, paganesimo, religione e superstizione.

Per cui non esistono fonti verificabili su questa storia. Ma tradizionalmente (e guai a toccare le nostre tradizioni) leggenda narra di una bellissima principessa, tanto bella quanto infelice, e del suo amore mai vissuto.

Un amore così forte che, una volta perduto, aveva causato in lei un vuoto in cui la sua anima ferita era precipitata. Tanto era stata la disperazione che la ragione non aveva retto. Così la fanciulla era uscita di senno e la pazzia l’aveva condotta a vagare per i vicoli della città, come un’ombra, a ricercare qualcosa o qualcuno che mai trovò.

Il re suo padre, disperato, non sapendo cosa fare per proteggerla, decise di ricompensare anonimamente coloro che aprivano la loro casa alla sua povera figlia, impietositi dalla sua immensa infelicità.

Ecco spiegato come nasce la leggenda della ‘mbriana, spirito protettivo della casa,  il cui nome deriverebbe  da un’antichissima etimologia latina con il significato di meridiana.

Infatti ‘A bella ‘mbriana viene anche chiamata Meriana o ‘Mmeriana, dal latino “meridiana”, proprio per identificare la donna come un’ombra sotto la quale ci si può riparare.

L’allusione pare far riferimento ad uno spiritello che si manifesta in presenza del sole, nelle ore più luminose del giorno. Facendo quindi da contraltare al munaciello che invece si manifestava solo di notte e nascosto.

Ancora oggi le persone più anziane, del popolo, in segno di rispetto, ogni qualvolta entrano o escono dalla propria abitazione, le rivolgono un saluto, un ossequio.

Preghiera alla Bella ‘Mbriana

Per propiziare ed accogliere la sua presenza si era (e per alcuni lo si è ancora) dediti dedicarle un saluto come una preghiera di buon auspicio alla sua visita: «Bona sera, bella ‘Mbriana!».

Ecco il significato di “buona sera bella mbriana” una sorta di saluto: un modo di tributare rispetto e omaggiare ospitalità in cambio di tranquillità e positività.

“Fanno diventar bello un brutto, arricchire un povero, ringiovanire un vecchio. Nel bel numero è la Bella ‘Mbriana, un vero augurio della casa. Qualche popolana, ritirandosi, la saluta: «Bona sera, bella ‘Mbriana!». E, così, se la propizia.”

(Giuseppe PitrèCuriosità popolari tradizionali del 1890)

La tradizione vuole anche che la ‘mbriana si manifesti in forma di geco o farsi vedere tra le tende mosse dal vento in una giornata di sole.

L’atmosfera della casa attira la benevola figura che sembrerebbe apparire per pochi momenti, nascosta dietro una tenda gonfiata dal vento o nella penombra di un angolo nascosto.

Ma non sia mai ad offendere la bella ‘mbriana perché potrebbe, addirittura, provocare la morte di uno dei familiari (si caro lettore, essa è molto drastica e piena di “cazzimma” in certi contesti).

In passato, per non urtare la sua suscettibilità, si aggiungeva un posto a tavola in più per lei e nelle stanze non doveva mancare mai una sedia vuota per farla riposare se era stanca.

Quando si decideva di traslocare, si cercava di parlarne fuori casa in modo da non farle sapere nulla per non attirarsi le sue ire. Infatti al tal proposito a Napoli si dice: “Casa accunciata morte apparecchiata”.

Questo spirito però è affabile e generoso, benevolo e propiziatori. Secondo “vox populi” ( “Voce ‘e popolovoce e’ Dio”) lo spirito della casa sceglie un luogo, una dimora specifica in cui risiedere e pone l’abitazione scelta sotto la sua tutela e protezione.

Pubblicato da

Ex-giocatrice di calcio, appassionata di Napoli e del Napoli. Amo scrivere 🖋

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