ABBANDONABILE

Ho capito di essere una persona abbandonabile.

Non nel senso che non posso evitare l’abbandono, che mi è ovvio fin da bambina.

Ma che lo considero una possibilità imminente e talvolta auspicabile.

Un tempo pensavo di essere una che abbandona facilmente. Ora so che, anche se con dolore, sono abbandonabile.

Voglio dire che quando sento che non ci sono le condizioni per incontrarsi davvero,

per intendersi senza troppa fatica, «abbandonami» è un invito liberante.

Non è obbligatorio tenermi, frequentarmi è facoltativo.

E questo dà molta leggerezza e grazia all’incontro. Come fanno le libellule e forse i volatili in genere.

Può far molto male all’inizio, può atterrare ma poi piano piano si sente che sopra la testa e tutt’intorno si allarga un grande spazio libero.

C’è piú sfondo e un sentore appena accennato di nuove possibilità.

L’odore è l’esatto opposto dell’odore di bruciato. Un profumo fresco di bucato appena steso,

di pavimento appena spazzato e poi lavato. Con cura. Con le finestre aperte.

Chandra Candiani da ‘Questo immenso non sapere’. (Einaudi 2021)

Pubblicato da

Ex-giocatrice di calcio, appassionata di Napoli e del Napoli. Amo scrivere 🖋

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...