“Le stagioni del Poeta” – La recensione di Anna Scarpetta

Le stagioni del poeta è un omaggio letterario che la figlia scrittrice, Antonella, dedica a suo padre, Giuseppe Carullo, in sua memoria. Invero, un lavoro certosino, pensato dopo attente e assidue ricerche, tra il prezioso materiale cartaceo, lasciato chiuso nei cassetti di famiglia. Invero, un lavoro abbastanza minuzioso così bene assestato per realizzare questa brillante silloge poetica che si compone di deliziose poesie in vernacolo e in lingua,  arricchita altresì da talune straordinarie immagini di borghi antichi della bella Napoli. Il libro, in sostanza, con tante belle e significative poesie, di Carullo, è stato collezionato con abilità intuitiva e altrettanta sagacità,  di molte  giornate di lavoro appassionato. Peraltro, una ricerca amabile messa a punto con criteri davvero tenaci, dalla brava Antonella che ha  saputo realizzare infine un prodotto letterario prestigioso. A mio dire, un lavoro riuscito alla perfezione nell’intento davvero nobile: di ricordare  la vita pregna di sogni e di belle speranze del caro padre Giuseppe,  affermato autore di canzoni e riviste con stile di avanspettacolo, nonché, bravo giornalista e  scrittore, altresì, Direttore della  Rivista Letteraria, di Napoli, “Ribalta”.

               In effetti, un uomo che di arte ne sapeva molto, così come scrivere era il suo amabile diletto in armonia nel vasto  panorama, assai difficile, della bella cultura. Egli infatti amava metterci tanto cuore e passione in quella rivista che doveva in fretta essere impaginata. Ricordo, si era già in ritardo, non c’era ulteriore tempo, quando i “pezzi” delle notizie, di varietà od altro, tardavano ad arrivare in redazione. Così ci pensava lui, Don Carù, come garbatamente veniva chiamato, con grande, sincero, affetto nella cerchia degli amici, poeti, scrittori, pittori, attori. Anch’io ero un’assidua collaboratrice, orgogliosa di quella bella rivista, grazie a Giuseppe ho conosciuto molti personaggi di spicco, nell’ambito della cultura a Napoli.

               Tuttavia, mi piace dedurre,  che Antonella, con grande entusiasmo, per mettere assieme tutte le pagine straordinarie di questo libro,  sia partita da qualcosa di molto preciso che l’abbia davvero colpita. Molto probabilmente, dopo aver letto,  queste testuali parole, del padre, ritrovate tra il materiale lasciato: “Una certezza sola mi accompagna, in questo cammino incerto e stanco: che quando un giorno calerà il sipario, sulla mia vita gelida e incolore, qualcuno rovistando in palcoscenico, tra vecchie scene … troverà il mio cuore”. Da qui, io credo che Antonella, con le lacrime agli occhi, abbia ingranato la giusta marcia di partenza, per lavorare e realizzare questo libro, da dedicare a suo padre,  Giuseppe, e da presentare al pubblico con tanto orgoglio. Molto belle risultano le fotografie impaginate, talune a colori, di ricordi, così pure la chiesa di Santa Caterina a Formiello (Rione Porta Capuana) di Napoli.  

               In sostanza, con inaspettata meraviglia, questa silloge poetica, di  Giuseppe Carullo, si apre serenamente al pubblico, che già  ne conosce lo spessore culturale,   con una poesia assai significativa, che dà il titolo al nuovo libro, andato in stampa nel 2015 (edizioni FarsiunLibro): Le stagioni del Poeta. Ovvero, le stagioni vissute del bravo autore, così brillante e sagace nella sua scorrevole dialettica, così forbita, esaltando al meglio, nei versi  sospirosi, noti luoghi partenopei, straordinarie fanciulle, feste di tradizioni popolari come Piedigrotta. Altresì, talune chiese caratteristiche così prestigiose, nonché, noti campanili del borgo, più in vista. In effetti, Le stagioni del poeta, proprio come una punta di diamante sfaccettata, desta  notevole interesse in chi legge questo libro, per i suoi svariati valori culturali, in stretta relazione con immancabili contenuti espressivi. Peraltro, si avverte all’istante un sottile connubio esistenziale con le stagioni della vita del grande poeta,  Giuseppe.  La poesia che  dà il titolo a questa silloge, nell’insieme illustra, con raffinato intento realistico, i vari passaggi delle stagioni di vita, impegnate, di un poeta, così comincia il libro:”Il poeta cantò lungo la via/dei vent’anni, stellata e lusinghiera. Nel verde incanto della Primavera/il cuore palpitò di poesia. Nella fremente Estate cercò a sera/bocche accese e abbracciò la fantasia. Nel grigio Autunno della nostalgia ritrovò qualche lacrima sincera. Ora vive l’Inverno dei rimpianti. Nei sogni prova l’ansia di una rima/per colorare gli ultimo suoi canti. (…)”. pag.62

               In concreto, la silloge poetica s’apre al lettore, che abbia voglia di leggere, con  vasti spazi di conoscenza  per deliziare la sua mente, coi ricordi lasciati, da Don Carù. Peraltro, dolci ricordi d’amore, ovvero, la ragazza incontrata e conosciuta al primo appuntamento, lungo le scale di Capodimonte. Altresì, altri cari ricordi per l’amata città, Napoli, di cui esalta ampiamente, con una dialettica ben precisa, certi borghi e luoghi come Santa Lucia, il Duomo, San Vincenzo alla Sanità. Ecco, in breve alcuni significativi versi in “(…)Io nel ricordo ti ritrovo accanto/lungo le scale di Capodimonte (…)”.pag. 40 Oppure in Crepuscolo quando afferma convinto:”Il rosso del tramonto va spegnendosi/sopra il mare tranquillo dell’estate./I pescatori le paranze ormeggiano/e le osterie già sono illuminate (…). Ed io rivedo te, slanciata e giovane,/passeggiare insieme a me, lungo la riva/ venivi quasi tutte le domeniche/ bionda ninfa, “ridente e fuggitiva”(…)”. pag. 41

              In Domenica d’estate, invece, il poeta, valorizza al meglio i ricordi nostalgici,  affermando:” (…) Una campana spande nell’aria afosa i suoi rintocchi/perché vedo una chiesa assai lontana? … e perché queste lacrime negli occhi? …). Campane dolci della Patria mia! Liete campane della mia città/il Carmine, il Gesù, Santa Lucia, il Duomo, San Vincenzo a’ Sanità…/come vorrei sentirvi all’imbrunire /nell’ora lieve dell’Avemaria! (…)”pag.44 – Peraltro, risultano più incisive, di unlinguaggio così forte e tenace, talune poesie, in  Cuntrora ‘è luglio, afferma:”(…) Avvampa Maruchiaro/’nzisto ‘è ncucciosa sta controra ‘e luglio”. pag. 48 – In realtà, s’intuisce già dai versi, una controra  così affaticata per il troppo caldo.

            In altri versi,  rispecchia chiara l’allegria in Chitarra mia,  che recita: “(…) Chitarra ca sì ‘nnata “scetacore”/ te sì addurmuta; nu vuò cchiù sunà…/ Ma forse, io ca so nato cantatore, songh’io … songh’io…/ ca mò nun saccio cchiù canta”! pag. 51 – In specifici versi affiora, in maniera così nitida, il caro ricordo del padre quando l’accompagnava a scuola, ecco cosa dice in Papà: “M’accumpagnava tutt’’e jurne a’ scola/ e doppo se metteva a ffaticà’, (…).pag. 63 – E, versi straordinari, rispecchiano la naturale bellezza, come un quadretto affrescato, all’aperto, in Dummeneca d’Autunno:  “(…) Nu suono ‘e campana/ sciùlia pe ll’aria che pare ‘nfosa ‘e lacrime (o…è)? Ncopp’’a strada nu velo ‘nzeriuso (…)”. pag. 55. Infine, cosa dire leggendo i bei versi in una giornatadipioggia in Acqua ‘e Maggio:”(…) P’’o cielo nu gabbiano./ Na pennellata ianca,/nu sgorbio allero e libero/dint’’all’aria vola (…)”pag. 57

            In Settembre, na vota, Giuseppe Carullo, riesce a coniugare alla perfezione musicalità del verso con vive immagini  del folclore popolare e la lettura diviene deliziosa quando afferma: “Settembre ‘na vota/era nu mese ‘e canzone./E, siscavano ‘e vichi/e suspiravano ‘e strade,/saglievano ‘a nu vascio… scennevano ‘a nu balcone. (…) A ‘e chitarre d’’e serenate rispunnevano/’e manduline d’’e pustiggiatore,/ ‘e pianefforte d’’e ssuarè./Mergellina pe’ ‘na nuttata/ addeventava palcuscenico/p’’o popolo-attore, (…) pag. 52 –

          In conclusione il libro è una preziosa testimonianza di grande cultura appassionata, o meglio, di forte amore per la sua bella Napoli. Io dico, ben vengano altri ricordi di Don Carù, con altrettanti nuovi libri da proporre al pubblico.

Anna Scarpetta

Novara, lì 15.05.2017                                                             

Pubblicato da

Ex-giocatrice di calcio, appassionata di Napoli e del Napoli. Amo scrivere 🖋

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