“La ragazza e la fontana” di Antonella Carullo

La ragazza passava li davanti ogni giorno. Non si curava di lei, neppure la notava. Il più delle volte correva perché aveva fatto tardi e rischiava di entrare alla seconda ora e di prendersi l’ennesimo rapporto. Ma anche quando si svegliava presto ed aveva tutto il tempo di arrivare a scuola prima che suonasse la campanella, anche quando passeggiava, le passava davanti e non la notava.
La sua testa non era mai li. I suoi pensieri rincorrevano sogni.
Si svegliava ogni mattina con quell’idea che oramai stava diventando un’ossessione. Prendere il diploma e poi partire, lasciare Napoli e raggiungere il suo ragazzo a Londra. Via Skype ogni sera prima di uscire e andare incontro alla notte lui le raccontava entusiasta di pub, locali, Abbey road, musicisti, sballi. Quando chiudevano la conversazione la ragazza si sdraiava sul letto, spegneva la luce e ricominciava a sognare. Anche la sera prima, come ogni sera si era immaginata con lui, abbracciata a lui, a cantare in una band, a Londra. Nei pub di Londra, nei locali di Londra. A passeggio su Abbey road. Contava i giorni che la separavano dalla maturità. Ogni tanto simulava al computer l’acquisto di un biglietto per il volo Napoli-Londra solo per il piacere di compilare tutti i dati e vedere il suo nome. Presto però sarebbe stato tutto vero. Con i soldi che i suoi le avevano promesso avrebbe potuto finalmente pagarsi quel fottuto biglietto.
Quella mattina, dopo i sogni a occhi aperti della notte, non era diversa dalle altre. La ragazza aveva fatto tardi. Correva, come al solito. E come al solito, stava passando lì davanti quando all’improvviso la vide e si arrestò di colpo. Il cuore che già sbatteva forte per la corsa quasi si fermò per poi riprendere tumultuosamente i suoi battiti. La ragazza era come rapita. Non aveva mai visto niente di simile in vita sua. Eppure passava li davanti ogni giorno. Cosa era successo? Cosa era cambiato dal giorno prima? Si avvicinò lentamente. La osservò attentamente. Era imponente. Bianca e rosa. Una luce particolare, che non sembrava luce ma arcobaleno, la illuminava a intermittenza.

Poi alzò lo sguardo e la vide. Quasi svenne per lo spavento. No. Non poteva essere. Era di sicuro un’allucinazione. Troppi spinelli, troppe canne. Stropicciò gli occhi, poi li chiuse augurandosi di sognare. E invece non era un sogno, quando li riaprì tutto era come un istante prima. Dalla fontana, quella fontana che non aveva mai notato prima, scorreva acqua limpida e gioiosa. E tra i flutti, l’immagine di una ragazza appariva e scompariva velocemente. Correva da un lato all’altro della vasca. Spuntava fuori da una bocca. Poi dall’altra. La ragazza la fissava ammutolita, non poteva credere ai propri occhi. Era lei! Proprio lei. Non una simile. Vedeva la sua faccia, i suoi capelli lunghi, il suo corpo minuto e scattante che compariva e scompariva da un lato all’altro della fontana. Si vedeva, e non capiva. Com’era possibile che un’altra se stessa fosse lì davanti a lei? Un’immagine fluttuante. Che appariva e scompariva. “Io sono viva”, si diceva per farsi coraggio. “Io sono qui. Sto correndo verso scuola. Io devo diplomarmi. Io voglio andare a Londra.” Poi lo sguardo della ragazza si pose – come dirottata da una forza oscura – un po’ più in là della fontana. E d’un tratto, tutto fu chiaro. Una voce lesse una scritta, su una targa. Era la sua voce. La ascoltò, si sentì dire “io voglio restare” e tante altre storie. Improvvisamente fu invasa da una calma rassicurante e non ebbe più paura, perché capì che così doveva andare. Non poteva farci niente.
Così riprese il suo cammino verso scuola e per il resto della giornata non pensò più a quello che era successo. La sera si collegò via Skype con il suo ragazzo, il mattino seguente riprese a correre e a passare veloce davanti alla fontana. Non c’era più bisogno di fermarsi, perché ora doveva vivere. Diplomarsi, andare a Londra. E poi tornare a Napoli. Innamorarsi di Napoli. Lottare per Napoli. Fare tutto quello che desiderava. Fino a quando…


… fino a quando, chiusi gli occhi su questo mondo, la ragazza andò a nascondersi nella Fontana. Per riapparire in una meravigliosa giornata d’aprile. Quando lacrime d’amore riuscirono nel miracolo di far risgorgare l’acqua dalla Fontana.

#unsognodamore

Pubblicato da

Ex-giocatrice di calcio, appassionata di Napoli e del Napoli. Amo scrivere 🖋

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