“La domenica non mi tradisce” di Ilaria Iodice

La domenica inizia con le nuvole grigie ed un tram che passa in orario. Nelle orecchie le grida d’esultanza della sera prima, la squadra che infiamma lo stadio, e negli occhi si apre l’abbraccio lapideo della piazza dei Borbone.
Continua la domenica ed al primo raggio di sole si sciolgono cappotti e ombrelli, si spalancano i colori della città, l’oro del tufo entra negli obiettivi messi a fuoco o forse no, s’accende il Pantheon di Ferdinando e il castello torna a dominare dall’alto del silenzio di San Martino.
La domenica non mi tradisce, i turisti domandano e ascoltano ammirati la storia della stanchezza di Parthenope, si mangiano il babà di Mery sotto la galleria mentre il golfo si distende all’abbraccio del sole culminando nell’antica Megaride contornata dalle vele sul mare blu, e da lontano il monte di fuoco come sempre tace, e addirittura affascina di più perchè non se ne vede la cima nascosta nelle nuvole nere.
“E’ quello il Vesuvio?”
LA domenica finisce all’angolo dei Quartieri, fuori la porta di una trattoria, Napoli non mi tradisce di domenica, ed io non tradisco lei.
Di fronte al San Carlo, e poi davanti all’arco di Alfonso, l’ERREDUE si riempie di dialetti diversi e facce del mondo, e in fondo a tutto si siedono tre ragazzini che fanno rap con la bocca e con le mani, ascolta il pullman mentre scorre fuori il Rettifilo, e tutto sembra una fantastica favola in rima.
Non tradisco Napoli, non tradisco la sua storia maestosa, millenaria, che non può essere taciuta a chi sa osservare. Napoli e la sua storia non mi tradiscono, guadagniamo insieme la mia paga.
Il Rettifilo si arena in Piazza Garibaldi, si infila tra i vicoli del mercato, si esurisce a Piazzetta Principe Umberto.
La domenica finisce con l’amaro in bocca del principe che non riesce a trovare a chi appartiene la scarpetta, il castello che si riempie di cartacce e cancelli chiusi.
Chi mi tradisce è chi amministra una delle città più speciali che esistano al mondo, chi lascia la nostra storia in balia del tempo e dell’ignoranza e si fa forte del pregiudizio comune – ed io non sarò ancora leale, smetterò di difendere – Napoli sì, Napoli sempre – ma non voi, non voi e la vostra assenza, Re Nasone vi avrebbe fatto impiccare, Re Nasone l’avrebbe trovato il piede giusto.

Ilaria Iodice, Novembre 2013

Pubblicato da

Ex-giocatrice di calcio, appassionata di Napoli e del Napoli. Amo scrivere 🖋

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