“NATALE E’ SEMPRE NATALE” di Ilaria Iodice

Ricordo
quella vigilia che sono arrivata a casa in ritardo dopo il lavoro, ed in fretta e furia ho indossato un vestito di raso rosso per sedermi a tavola con tutti.

Ricordo
quella vigilia che tutti i parenti si sono stretti attorno al nostro presepe, come se fosse l’unica occasione di vederlo, perchè io lo spiegavo come spiego la mia città ai turisti.

Ricordo
quella vigilia in cui ho letto alla tavola imbandita la mia poesia fatta di buoni propositi per il Natale, perchè troppo mi mancava quel sentirmi imbarazzata da bambina a leggere cose di cui non capivo il senso, giusto per vincere la paghetta del nonno.

Ricordo
quelle vigilie trascorse a fare tutto in fretta e ritrovarsi comunque senza tempo,
incartare, scrivere biglietti, andare a citofonare la nonna, e poi truccarsi mentre in casa si spargeva sempre più forte l’odore di mare.

Ricordo
la cucina calda ed il gelo fuori, le femmine della famiglia che portano i piatti ed io che faccio l’uomo a tavola bevendo vino bianco, suscitando il clamore e l’orgoglio e lo sfottò degli zii mentre m’infervoro su ogni argomento.

Ricordo
il telefono che squilla, il campanello prima della porta, ed i parenti con i nasi freddi e le mani piene di buste e pacchetti, le risate senza alcool e l’albero straripante, nel salone addobbato a festa, che “traseno ‘e regale e ce n’ascimme nuje”.

Ricordo
la scelta della tovaglia, rossa o verde o d’oro, dei bicchieri, e le foto prima, e le foto durante, e le foto dopo, le scorze di nucelle sulla stessa tovaglia che mammà aveva accuratamente lavato.

Ricordo
quel Natale in cui mi hai detto
“nun dà retta, chillu è nu scemo”, era solo l’anno scorso.

Ricordo
tutte le tue poesie, la voce che parla napoletano, le mie romantiche e sognatrici,
le tue sagge, quasi antiche, sempre in rima, ce ne era una sul presepe, di te che ti ci perdevi dentro, ed io che mi perdevo appresso ai versi tuoi.

Ricordo tutto questo
in questo giorno che è sempre stato speciale,
in questo giorno che ho sempre amato festeggiare,
perchè nel futuro
non potrà mai essere
come quello che ricordo.

Non mi manca però
la malinconia necessaria
per augurarvi un felice Natale
anche senza palle appese all’albero
anche senza luci e senza tovaglia,

perchè pur dimenticando
ricordiate che Natale è sempre Natale.

Auguri di cuore

a tutti voi.

Ilaria Iodice, l’ultimo Natale (2013)

Pubblicato da

Ex-giocatrice di calcio, appassionata di Napoli e del Napoli. Amo scrivere 🖋

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